Nessun canone d’affitto o comunque un canone d’affitto più simbolico che altro in cambio di clienti per le loro farmacie: un do ut des, insomma. Sono imputati per quest’ipotesi accusatoria (corruzione per l’esercizio della funzione), sostenuta dal sostituto procuratore Raffaele Casto, 14 medici e sette farmacisti di Francavilla Fontana, Brindisi, Casarano, Carovigno, Torino, Galatina, Galatone e Mesagne. L’indagine fu a suo tempo condotta dai carabinieri del Nas di Taranto e dalla guardia di finanza per fatti che si sarebbero verificati tra il 2009 e il 2020 in diversi comuni tra i quali anche Brindisi e Francavilla Fontana.
I medici, insomma, ci avrebbero guadagnato non pagando o pagando poco l’affitto per i loro studi professionali, spesso a due passi dalle farmacie; i farmacisti, invece, ci avrebbero guadagnato dal fatto che i medici avrebbero indirizzato in quelle e non in altre farmacie i loro pazienti (centinaia di impegnative al mese).
C’è pure, quale ipotesi di reato, un presunto danno patrimoniale procurato all’Asl: sarebbero stata prescritta morfina in quantità superiori al consentito. Nel corso dell’udienza preliminare di ieri dinanzi alla giudice del Tribunale di Brindisi Barbara Nestore, è stato chiesto dall’accusa che tutti sostengano il processo.
L’Asl di Brindisi si è costituita parte civile con l’avvocato Edoardo Santoro e ha chiesto 5mila euro per ogni imputato, per un totale di 105mila euro. L’udienza preliminare proseguirà con le arringhe difensive i prossimi 25 marzo, 8 aprile e 6 maggio.
Gli avvocati che seguono la vicenda e che hanno discusso o discuteranno la richiesta di non luogo a procedere sono: Massimo Manfreda, Cosimo Lodeserto, Vincenzo Farina, Domenico Attanasi, Gianvito Lillo, Marco Masi, Vittoriano Bruno, Luigi Corvaglia, Angela Epifani, Fabio Finizzi, Vittorio Piceci, Perla Medico, Rosanna Saracino e Giuliano Calabrese.
Questo l’omaggio che dei farmacisti