Oria e il colpo al cuore delle sue istituzioni democratiche: ok, agenti, ora “picchiate” più forte che potete, perché davvero così non va

di Eliseo Zanzarelli

Se, e il “se” resta d’obbligo, il vile e gravissimo attentato alla polizia locale di Oria fosse stato dettato da un verbale mal digerito o – peggio ancora – da una serie di verbali mal digeriti, c’è un solo consiglio da dare alla polizia locale di Oria: picchiate ancora più forte, ragazzi e ragazze!

Se avete aizzato il peggio che questa comunità sa esprimere, probabilmente la strada intrapresa è quella giusta.

La strada giusta non è fatta di “multe” a prescindere, ma di sanzioni specie e soprattutto nel corso dei posti di controllo che – finalmente, si direbbe – i NOSTRI agenti con un organico e dei vertici all’altezza hanno cominciato a fare. Chi ha paura di un controllo, non è in regola. Chi non è in regola, va sanzionato. E non si parla di sanzioni minime e a volte – con un minimo di buonsenso – evitabili, tipo la massaia che ha dimenticato i documenti a casa o l’anziano che neppure sa come si allacci una cintura di sicurezza.

Uno che non ha l’assicurazione o la revisione o ha la cattiva abitudine di parlare al cellulare mentre guida, va sanzionato. Punto. I vigili – un tempo si chiamavano così – devono essere vigili ed è giusto che sia così. L’anomalia era prima, non adesso che si danno da fare, grazie all’impulso dell’amministrazione, all’impegno sul campo del comandante Daniele Gigante e della sua vice Maria Teresa Saracino e di ogni singolo e singola agente.

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Oria dev’essere una cittadina civile e ciò passa anche dal Corpo di polizia municipale. Se si ambisce a essere una meta turistica – bello riempirsene la bocca – molto passa dall’ordine pubblico e l’ordine pubblico passa da loro, dagli e dalle agenti di polizia locale (sì, ora si chiamano così).

Non sono i “cattivoni” che ti multano a prescindere, sono semplicemente gente che se abusi della loro pazienza – che in realtà è la pazienza del Comune – poi ti contesta la contravvenzione. E se chiedi scusa e magari non lo fai più, neanche ti verbalizzano più. Se vai al Comando e chiedi spiegazioni, magari te le danno. Se hai ragione, possono persino annullarti il verbale.

Ci spiace per chi è contro la legalità, ma qui sempre e comunque si sarà dalla parte di chi – anche sbagliando, a volte – indossa una divisa e rappresenta una comunità e quindi la maggioranza delle persone perbene che magari pagano a malincuore quel disgraziato importo, stramaledicono se stessi e però mai mettono a ferro e fuoco o intraprendono rappresaglie contro la polizia locale.

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