“Crimini inconfessabili. Il ventennio dell’Antistato che ha voluto e coperto le stragi (1973-1993)”, incontro con l’autore al liceo classico

Il libro di Turone, che ha la giusta ambizione di arrivare a chi quegli anni non li ha vissuti direttamente ma ne vive oggi conseguenze e strascichi, sarà presentato il 03 aprile alle 18.00 nella biblioteca del Liceo Classico Vincenzo Lilla a Francavilla Fontana in provincia di Brindisi. Insieme all’autore interverrà Nando Benigno Coordinatore nazionale della Scuola di formazione Antonino Caponnetto, Elisabetta Quaranta Presidente dell’Inner Wheel Club di Francavilla Fontana, Salvatore Lupo Presidente della Associazione Ex alunni liceali di Francavilla Fontana, Giovanna Carla Spagnolo Dirigente scolastica del Liceo Classico Vincenzo Lilla, l’incontro sarà moderato da Claudia Turba conduttrice di Antenna Sud.

L’incontro con Giuliano Turone si prospetta un’occasione unica per riflettere su eventi storici che hanno segnato il nostro Paese. Un momento di approfondimento culturale e di dibattito aperto su verità spesso celate, che meritano di essere raccontate. Un evento da non perdere per chi desidera conoscere meglio il passato per comprendere il presente.

Il libro attraversa i fatti efferati del ventennio 1973-93 nella cornice di una considerazione forte e solida, quella secondo cui il nostro è stato un Paese a sovranità ostinatamente limitata, attraverso una strategia della tensione di matrice atlantica che ha operato con il sistema di potere occulto della P2 e con la complicità delle mafie e dell’estremismo di destra. Il racconto parte da un episodio preciso, il mancato omicidio di Enrico Berlinguer a Sofia nel 1973, per poi ripercorrere la vicenda del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro, i delitti Piersanti Mattarella ed Emanuele Basile, fino alla “svolta criminale autarchica “, che si afferma con potenza dopo la caduta del Muro di Berlino, ma che affila le armi nel tragico attentato al Rapido 904, il treno di Natale, il 23 dicembre 1984.

Una storia con cui la classe politica non riesce a fare davvero apertamente i conti, mentre lo dovrebbe, se non alla democrazia, almeno alle vittime.

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Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di cassazione e docente di Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano, è stato il giudice istruttore che, prima di occuparsi delle inchieste su Michele Sindona e sulla Loggia P2, ha indagato sulla presenza di Cosa nostra a Milano negli anni Settanta, arrivando all’incriminazione del capomafia di allora, Luciano Liggio, e negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa per la redazione della convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio e con le Nazioni Unite, svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia e contribuendo alla redazione dell’Oxford University Press Commentary sullo statuto della Corte penale internazionale (2002).

Tra i suoi libri: “Il caffè di Sindona” (con G. Simoni, Garzanti 2009), “Il caso Battisti” (Garzanti 2013), “Il delitto di associazione mafiosa” (Giuffrè 2015), “Il boss. Luciano Liggio” (con A. Beccaria, Castelvecchi 2018), “Italia occulta” (Chiarelettere 2019).

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