
Nei mesi scorsi, l’esercizio era stato già sospeso con un’ordinanza del Comune di Francavilla Fontana.
Ne era seguito un ricorso al Tar, con richiesta di sospensiva, con quest’ultima che in parte era stata accolta: nel luglio passato, un decreto presidenziale aveva concesso a Messapica Inerti – difesa dall’avvocato Aldo Gianfreda del Foro di Brindisi – di proseguire nell’attività ma non per la parte relativa alla frantumazione e alla vagliatura degli inerti, oltre che per quella di betonaggio (principale oggetto dei rilievi mossi da Comune e Arpa). Insomma: produzione ferma, ma via libera a movimentazione e vendita dei materiali.La cava è in più occasioni stata oggetto delle proteste di residenti e villeggianti, che si sono anche riuniti in un comitato, proprio per via delle emissioni.
Intanto, la questione sarà discussa nel merito dinanzi al Tar il prossimo 23 gennaio, ma se fino a ieri la cava era rimasta aperta, ora ne è interdetto l’accesso a chiunque non vi sia espressamente autorizzato al fine di non mutare lo stato dei luoghi. Il legale della società è comunque già al lavoro per chiedere un rapido dissequestro.